Panoramica del mercato svizzero e contesto macroeconomico
Nel 2026, la Borsa Svizzera (SIX Swiss Exchange) entra in un contesto di crescita economica moderata, con performance attese più deboli rispetto alla media storica ma con fondamentali solidi per molte società quotate.
Il governo svizzero e gli esperti economici stimano che il PIL della Svizzera crescerà intorno all’ 1,1% nel 2026, leggermente meglio rispetto alle previsioni precedenti grazie a accordi sul commercio internazionale e riduzione dei dazi USA, ma sempre al di sotto delle potenzialità storiche del paese.
La crescita economica di circa 1,1% nel 2026 riflette una fase di sviluppo modesto ma non recessivo, sostenuta da domanda interna e stabilità finanziaria, in un contesto globale ancora incerto per i commerci.
Il tema del conto in svizzera per italiani continua a suscitare grande interesse. C’è chi lo associa alla solidità del sistema bancario elvetico, chi alla diversificazione patrimoniale e chi, semplicemente, cerca maggiore sicurezza per i propri risparmi. Tuttavia, accanto alle opportunità esistono regole precise, soprattutto sul piano fiscale, che ogni residente in Italia deve conoscere.
La donazione di oro da investimento – lingotti o monete – di valore superiore ai 10.000 euro comporta una serie di adempimenti tecnici e normativi spesso poco noti ai cittadini. Le regole in materia, infatti, non riguardano solo il corretto perfezionamento dell’atto notarile, ma anche obblighi di comunicazione all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) ai fini antiriciclaggio.
Il Tax Report di eToro è un documento annuale messo a disposizione per gli utenti residenti in Italia che aiuta a ottenere un riepilogo dell’attività di investimento svolta sulla piattaforma nel corso dell’anno precedente.
Zurigo – Dopo un primo semestre in perdita, la Banca nazionale svizzera (BNS) torna all’utile grazie al balzo del prezzo dell’oro. L’istituto centrale elvetico, controllato dai Cantoni ma quotato anche alla Borsa di Zurigo, ha registrato nel terzo trimestre 2025 un utile netto di 27,9 miliardi di franchi svizzeri (circa 30,1 miliardi di euro), compensando così le perdite accumulate nella prima parte dell’anno.
Il crescente successo delle piattaforme italiane di lending immobiliare — sistemi che permettono ai privati di finanziare progetti immobiliari ricevendo in cambio interessi — ha sollevato diversi dubbi fiscali. In particolare, molti investitori si chiedono se i conti di pagamento esteri associati a queste piattaforme debbano essere dichiarati nel quadro RW del modello 730 o del modello Redditi.
Negli ultimi anni diversi istituti europei, soprattutto quelli digitali, hanno introdotto conti correnti e di deposito con Iban italiano, pur mantenendo la sede legale in un altro Paese dell’Unione europea. Una novità che ha semplificato la vita a molti risparmiatori, ma che ha anche sollevato dubbi su come gestire correttamente la tassazione e gli obblighi di monitoraggio fiscale.
Sempre più spesso i contribuenti italiani detengono partecipazioni o rapporti finanziari con società estere. Una delle fattispecie più comuni riguarda la percezione di interessi attivi derivanti da prestiti o finanziamenti concessi a società non residenti. In questi casi, la disciplina fiscale si articola tra normativa interna e convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dall’Italia con i vari Paesi.