Negli ultimi anni diversi istituti europei, soprattutto quelli digitali, hanno introdotto conti correnti e di deposito con Iban italiano, pur mantenendo la sede legale in un altro Paese dell’Unione europea. Una novità che ha semplificato la vita a molti risparmiatori, ma che ha anche sollevato dubbi su come gestire correttamente la tassazione e gli obblighi di monitoraggio fiscale.
Uno dei casi più frequenti riguarda le banche lituane o estoni che operano in Italia tramite passaporto europeo, come Revolut o altre fintech. A queste aggiungo la banca tedesca N26. Un lettore chiede:
“A quale forma di tassazione è soggetto un conto di deposito lituano con Iban italiano e giacenza inferiore a 15mila euro? Va compilato il quadro RW del modello 730?”
Sempre più spesso i contribuenti italiani detengono partecipazioni o rapporti finanziari con società estere. Una delle fattispecie più comuni riguarda la percezione di interessi attivi derivanti da prestiti o finanziamenti concessi a società non residenti. In questi casi, la disciplina fiscale si articola tra normativa interna e convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dall’Italia con i vari Paesi.
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Nel dinamico panorama finanziario globale, le banche private svizzere continuano a rappresentare un punto di riferimento per la gestione patrimoniale. Il 2024 si è rivelato un anno eccezionalmente favorevole, con mercati azionari in forte crescita – l’indice MSCI World ha registrato un rendimento del 24,81%. Queste condizioni avrebbero dovuto innescare una vera e propria esplosione di risultati positivi per le istituzioni elvetiche. Ma come si sono comportate le principali banche svizzere? Analizziamo i dati chiave per chi desidera aprire un conto in Svizzera o affidarsi al private banking svizzero.
Il panorama fiscale delle criptovalute è in costante evoluzione, un aspetto che, se da un lato garantisce una progressiva definizione del settore, dall’altro impone una vigilanza continua a chiunque vi operi. Per non trovarsi impreparati di fronte alle scadenze e alle nuove disposizioni, è essenziale dotarsi degli strumenti giusti.
Mentre la digitalizzazione tradizionale avanza a ritmi disomogenei, un ambito in cui le banche svizzere stanno mostrando grande dinamicità è quello della blockchain. Secondo un recente studio condotto dall’Università di San Gallo (HSG), oltre l’80% delle banche in Svizzera prevede di sviluppare o espandere le proprie offerte legate alla blockchain nei prossimi anni.