Frequentemente ci è stato chiesto se per l’apertura di un conto corrente in franchi svizzeri in Svizzera convenga effettuare un bonifico in euro (e quindi poi cambiare valuta presso la banca svizzera) o direttamente in franchi svizzeri.
Non è facile dare una risposta univoca in quanto la scelta più conveniente dipende dai costi applicati sia dalla banca italiana che da quella svizzera e quindi per dare una risposta certa occorre conoscere sia i costi dell’una che dell’altra, costi che possono variare notevolmente tra i vari Istituti.
Di fronte alle varie crisi finanziarie e alla continua incertezza dell’economia italiana, molti investitori italiani negli ultimi anni si sono rivolti ai cosiddetti beni rifugio (oro, argento, diamanti etc.). La richiesta di questi beni quindi ha di fondo le stesse motivazioni dell’apertura di un conto corrente in Svizzera, vale a dire la sicurezza e la tutela dei propri risparmi.
Siamo ormai in tempi di dichiarazione fiscale. Da qualche giorno è possibile scaricare i modelli 730 e Unico precompilati dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Per chi ha conti correnti e investimenti all’estero, si pone come al solito il problema di dichiarare nei quadri RW, RM, RT etc. i capitali detenuti fuori confine e i relativi redditi.
Quando si hanno conti correnti e investimenti finanziari all’estero, vengono spesso richieste informazioni sull’obbligo di denunciare i capitali detenuti fuori dal paese nella dichiarazione dei redditi, con specifico riguardo alla compilazione del quadro RW e al pagamento del relativo bollo (Ivafe).
In questo inizio 2016 oro, 

Ciclicamente, ad ogni crisi finanziaria, siamo sommersi di domande e richieste. Non è un caso che le visite al sito, le iscrizioni alla newsletter e le 