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Il rischio dei Btp e di investire in Italia o nelle banche italiane

rischio italia btpLa quiete prima della tempesta? Passate le varie elezioni europee, in particolare quella francese, sembra essere tornato il sereno sull’Europa. Da una parte è sicuramente vero, ma la realtà è che quello che era il principale problema dell’Europa rimane. Questo problema si chiama Italia.

Il rischio Italia

Le dichiarazioni di Neil Dwane, strategist di Allianz Global Investor, pubblicate su Milano Finanza del 6 maggio, sono significative in proposito:  “Temo Roma, non Parigi” che sottolinea come dopo il voto francese (con lo scampato pericolo grazie alla vittoria dell’europeista Macron) il faro si sposterà su Roma e sull’incertezza del quando e dell’esito del voto politico.

Concetto ripreso anche sul Sole 24 Ore:

Lo spread BTP-Bund è arrivato all’appuntamento delle elezioni francesi a 176, essendosi già stretto molto dal picco di aprile (viaggiava a 211 il 13 aprile) e forse non ha molta altra strada da fare sulla scia francese.
Il risk on, per quanto durerà? Già da domani, archiviata la notizia del nuovo inquilino all’Eliseo, i mercati inizieranno a interrogarsi sulle incognite che comunque restano aperte e quindi sulle prospettive future di breve, medio e lungo termine, calando il risultato di queste elezioni in Francia nel complesso contesto europeo e globale. E proprio perché i mercati guardano avanti, chiusa un’elezione se ne apre un’altra: in arrivo le elezioni generali in Francia a giugno, importanti per capire la forza di Macron, seguite da quelle tedesche che saranno meno ansiogene e da quelle italiane, considerate sui mercati le più pericolose per le sorti dell’euro e dell’Italia”.

Ma non è solo una questione politica, ma anche economica e finanziaria, il che rende tutto più pericoloso. Vediamo infatti i dati appena rilasciati dalla Commissione Europea in tema di crescita (pubblicati sempre sul Sole 24 Ore):

“Anche l’anno prossimo la crescita economica dell’Italia rischia di essere la più bassa di tutta l’Unione europea, mentre il Paese continua ad arrancare, oberato da un debito pubblico sempre elevatissimo, secondo le ultime previsioni della Commissione europea. Non c’è altro Paese in Europa che cresca in modo debole quanto l’Italia”

e di conti pubblici:

“L’esecutivo comunitario pubblica cifre deprimenti sull’andamento dei conti pubblici, pur al netto della prossima Finanziaria. A bocce ferme, il deficit pubblico dovrebbe salire dal 2,2% del prodotto interno lordo nel 2017 al 2,3% nel 2018. L’andamento del disavanzo strutturale è il dato più allarmante, perché nei fatti rivela il ritardo italiano nel risanare i conti statali”

E al quadro aggiungiamoci il lento e incerto risanamento del settore bancario che potrebbe peggiorare e rallentare ulteriormente le prospettive di crescita dell’Italia.

 

pil italia previsioniD’altronde se si analizzano i dati, si vede come la situazione italiana non sia migliore rispetto a qualche anno fa, anzi è persino peggiorata rispetto al 2011, l’anno della grande crisi finanziaria che portò in sella il governo Monti e la manovra di tagli alle pensioni e tasse (si pensi al bollo sui titoli etc.).  Il debito pubblico, il Pil, il rapporto debito/Pil, la disoccupazione: tutti dati peggiorati.

Eppure l’Italia ha goduto di anni di relativa tranquillità, con tassi praticamente a zero che hanno ridotto il fardello degli interessi sull’alto debito pubblico. Ma è ovvio che si è trattato di una sorta di mercato drogato dalle politiche monetarie della BCE.

inflazione italia previsioniE questo ora aggrava la situazione. Perché il Quantitative Easing della BCE scade in autunno. Qualcuno auspica e spera ad una proroga. Ma come rilevato dalla Commissione Europea, l’inflazione è aumentata nella zona euro all’1,6% nel 2017  dallo 0,2% annuo del 2016. Vicino quindi al target del 2% della BCE e con questi dati è sicuramente impossibile che Draghi possa anche solo sognarsi di proporre una proroga ai tedeschi o agli olandesi che da tempo avversano le sue politiche.

Finito il QE, i tassi torneranno a salire, inclusi gli interessi sui Btp e gli altri titoli di stato italiani. Per questo si sconsiglia di investire ora sui Btp: il basso rendimento non rappresenta in alcun modo il rischio emittente.

spread btp italia

Rischio emittente che è costantemente monitorato dalle agenzie di rating, con Fitch che ha tagliato
il giudizio sull’affidabilità del nostro Paese da BBB+ a BBB. Le ragioni di questo taglio sono essenzialmente le tre che abbiamo già visto: bassa crescita, lentezza nell’abbattere il rapporto debito/Pil e aumento dei rischi politici.  Per questo, con rischi in aumento, ma con rendimenti che invece che salire scendono, i titoli di Stato italiano,come il nuovo BTp Italia in arrivo, non sono da acquistare.

La graduale riduzione degli acquisti da parte della Banca centrale, che stando alle attese del mercato dovrebbe avvenire già dal gennaio 2018, pian piano toglierà lo scudo di protezione, lasciando i titoli di stato europei più esposti ai venti dei rischi, non solo politici e geopolitici ma anche economici. E non può sfuggire che in contemporanea, si avvicineranno le elezioni politiche, una situazione che attirerà speculatori e porterà volatilità.

In conclusione, riportando le parole di Standar&Poor’s:

“l’incertezza politica legata all’esito delle prossime elezioni politiche potrebbe pesare sulla performance economica e sulle condizioni finanziarie”

Non a caso il 29 maggio è bastata la prospettiva di elezioni in autunno per far crollare la Borsa di Milano e aumentare lo spread. Sotto una calma apparente si nasconde una tensione profonda, e molto forte, sui mercati finanziari internazionali e sull’Europa in particolare. La quiete prima della tempesta appunto. Anche senza arrivare a situazioni estreme, è comunque opportuno pensarci e soprattutto trovare mezzi per proteggersi. Lo puoi fare per esempio con un conto in Svizzera (magari in franchi svizzeri), nella nostra guida trovi tutte le informazioni necessarie.

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