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Conto in Svizzera

Come aprire un conto in Svizzera in maniera semplice e regolare
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Aprire un conto in Svizzera

Cassetta sicurezza svizzeraNegli ultimi anni sempre più italiani  sono alla ricerca di rifugi sicuri per i loro risparmi. Il primo posto che viene in mente è sicuramente la Svizzera: vicina, affidabile e con la possibilità di parlare italiano.

Chiariamo subito un punto fondamentale: aprire un conto corrente in Svizzera e in generale portare capitali all’estero è legale e lecito, occorre semplicemente seguire e rispettare alcune regole che ti verranno ben illustrate nella nostra guida.

In questo periodo il fenomeno dei piccoli risparmiatori italiani che hanno aperto un conto o una cassetta di sicurezza in Svizzera è esploso. Si stima che negli ultimi 3 anni gli italiani abbiano spostato dalle banche italiane verso l’estero contanti e titoli per un valore di 75 miliardi di euro (fonte Bankitalia).

Tutte queste persone non sono criminali o evasori. Sono semplici lavoratori che cercano di salvaguardare i risparmi di tutta una vita da un possibile tracollo dell’euro o del nostro paese. Lavoratori che hanno regolarmente guadagnato e pagato le tasse su quei soldi ma che giustamente ora temono che l’Italia non sia più in grado di salvaguardare il loro patrimonio.

L’apertura di un conto in terra elvetica è la migliore assicurazione contro eventi fino a qualche anno fa impensabili, eppure sempre più possibili. Il conto in Svizzera ti consente di difenderti dal crack finanziario dell’Italia, dalla fine dell’euro, dalle imposte patrimoniali sui tuoi risparmi.

Non ti diciamo tutto questo per allarmarti. Ma solo per metterti in guardia. Come ti verrà illustrato nella guida, non occorre spostare subito tutto il patrimonio oltreconfine.  Ma è fondamentale avere da subito un conto fuori dall’Italia, ma anche fuori dai paesi dell’Unione Europea, pronto per ogni evenienza. In tal modo potrai spostare velocemente i tuoi soldi e salvaguardare il tuo futuro e quello dei tuoi familiari.

L’apertura di un conto in Svizzera rappresenta quindi una sorta di assicurazione dei tuoi risparmi. Un’assicurazione che costa meno di una polizza auto ma ti evita danni ben peggiori di quelli che mediamente può causare un incidente d’auto. Un’assicurazione che già oggi ti permetterà di dormire un po’ più tranquillo anche quando sui giornali e le televisioni appariranno notizie allarmanti e soprattutto ti consentirà di mettere velocemente al sicuro i tuoi risparmi di una vita.

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Il conto in Svizzera è poi fondamentale se decidi di trasferirti all’estero (aprilo prima di trasferirti) in quanto ti servirà da ponte tra l’Italia e il nuovo paese. Indispensabile in particolare se scegli di vivere (e/o  lavorare) in paesi esotici o emergenti (es. Brasile, paesi arabi, Santo Domingo o alte mete esotiche, Thailandia e sud est asiatico). I sistemi bancari in quei paesi infatti non sono totalmente affidabili, è opportuno avere un conto in Svizzera per il grosso dei risparmi.

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7 commenti… add one

  1. Ho lavorato per molti anni nel settore cambi di una grande banca, quindi ricordo bene l’evoluzione della legislazione italiana dalla assoluta illiberalita’ della normativa valutaria ereditata dal fascismo alla (relativa) liberta’ attuale.
    Il processo di liberalizzazione e’ partito solo verso la meta’ degli anni ’80, e non certo per decisione delle autorita’ italiane, ma solo per l’imposizione di precisi obblighi in tal senso da parte dell’Unione Europea.
    Nel non improbabile caso che l’Unione Europea affondi assieme alla sua moneta, e’ ragionevole supporre che le autorita’ italiane farebbero immediatamente dietrofront.
    Si tornerebbe alla lira debole, ai divieti valutari, a misure di finanza d’emergenza e forse addirittura al consolidamento del debito pubblico (ci sono due precedenti, Mussolini nel 1927 ed Einaudi nel 1947).
    Per chi non si sara’ opportunamente tutelato saranno giorni tristi.
    Ed anche se non dovesse andare in questo modo, perche’ rischiare?

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  2. Cosa ne pensate del probabile accordo con l’Italia sullo stile Rubik e del relativo prelievo una tantum, cìè possibilità di evitarlo?

    Reply
    1. L’eventuale accordo andrebbe a colpire solo i conti non dichiarati, inoltre ci sono vari modi per evitarlo. In ogni caso le tempistiche non sono mai brevi. Nonostante i tanti articoli comparsi sulla stampa italiana, un accordo di questo tipo al massimo entrerebbe in vigore dal 2015.

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  3. Salve, avrei intenzione di aprire un conto in svizzera con soldi della mia liquidazione da lavoro dipendente. Essendo anche socio di una società che ha problemi con banche e finanziarie vorrei metterli al sicuro da eventuali attacchi sul mio conto corrente. Aprendo un conto in svizzera e facendo un bonifico sul nuovo conto sarei costretto a dichiarare il quadro RW quindi le banche saprebbero del conto. Pensate sia comunque attaccabile quello svizzero ?

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    1. Il quadro RW serve per dichiarare solo al Fisco i capitali all’estero. Le banche o i creditori non hanno accesso a queste informazioni, ed in ogni caso dal modulo risulterebbe solo che lei ha un conto in Svizzera, senza alcuna informazione su quale banca e filiale.

      Inoltre anche se sapessero dell’esistenza di un suo conto in Svizzera, sarebbe praticamente impossibile richiedere soldi alla banca svizzera, che rifiuterebbe qualsiasi pretesa.
      Per farlo ci vuole una rogatoria internazionale, quindi dovrebbe trattarsi di una situazione piuttosto grave anche dal punto di vista penale, non certo di un semplice debito.

      Reply
  4. Salve,
    vorrei sapere se in Svizzera, per aprire un conto ci sono vincoli del tipo “accredito dello stipendio” come oramai accade in italia dappertutto, per cui se uno non svolge un’attività lavorativa non può usufruire di un c/c

    Inoltre vorrei capire se vi riferite ad un c/c in SVIZZERA ALLO SPORTELLO oppure ONLINE.

    Grazie in anticipo del chiarimento.

    Leonardo

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    1. In generale non ci sono vincoli legati all’accredito dello stipendio, poi ogni banca ha le sue particolarità, come indicato nella guida.
      I conti possono essere tutti gestiti online, ma (con un’unica eccezione particolare) devono essere aperti fisicamente, quindi almeno una volta in Svizzera ci si deve andare (con la guida si evita di doverci andare due volte).

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