Tassazione dei capitali all’estero

Dichiarazione fiscale capitali svizzeraQuando si apre un conto corrente all’estero, o più in generale si detengono capitali fuori dai confini italiani, l’aspetto più delicato a cui fare attenzione è quello fiscale. Un errore in questo ambito può infatti essere pagato a caro prezzo ed è fondamentale o farsi assistere da un professionista o seguire una guida come la nostra. Evita di affidarti a consigli presi in Internet dove spesso girano bufale colossali.

Ne ricordiamo ancora diverse:

  • bisogna dichiarare sempre i capitali (conti correnti, investimenti, oro) detenuti all’estero
  • se si trasferiscono soldi tramite bonifico (o con bonifico di importo superiore a 10.000 euro) non occorre dichiararli perché ci pensa la banca a farlo
  • se si hanno redditi dai capitali all’estero (interessi, dividendi, capital gain etc)  inferiori a una certa cifra non occorre dichiararli
  • si può sempre chiedere il credito di imposta di quanto pagato come ritenuta all’estero

Tutte queste affermazioni sono FALSE, ma circolano liberamente in Internet (senza contare la balla più colossale che sia vietato portare all’estero capitali).

 

Dichiarazione fiscale delle capitali all’estero

Il Fisco vuole in sostanza sapere tre cose:

  1. i capitali (anche sotto forma di investimenti finanziari) che deteniamo all’estero
  2. i trasferimenti capitali da e verso l’estero
  3. gli interessi e ogni forma di reddito (dividendi, capital gain etc) percepiti su tali capitali

 

Attività finanziarie (inclusi conti correnti) e trasferimento di denaro all’estero

I capitali e i trasferimenti di capitale all’estero vanno segnalati in un apposito modulo del modello UNICO, nello specifico il quadro RW.

Nella sezione II di tale quadro vanno indicati i controvalori delle attività finanziarie che possano dare origine a redditi detenute all’estero al 31 dicembre dell’anno fiscale precedente a quello di riferimento (quando si fa la dichiarazione del 2012 si prende a riferimento il 31 dicembre 2011). L’obbligo di segnalazione sussiste solo se la somma dei capitali a tale data è superiore a 10.000 euro.

Per quanto riguarda i trasferimenti vanno dettagliati nella sezione III del quadro RW i movimenti:

  • da Italia a estero
  • da estero a Italia
  • da estero a estero

Anche qui l’obbligo di segnalazione sussiste se la somma dei trasferimenti nel corso dell’anno supera i 10.000 euro. Ma attenzione, se si fa un bonifico all’estero di 8.000 euro e poi un bonifico in entrata di 4.000, la somma di 12.000 supera i 10.000 euro e fa scattare l’obbligo. La segnalazione va fatta anche se al 31 dicembre i capitali all’estero non superano i 10.000 euro, in tal caso si dichiareranno i soli movimenti nella sezione III ma non i capitali nella sezione II.

Sia la segnalazione dei capitali che dei trasferimenti hanno un puro scopo di monitoraggio ma non servono per definire alcuna tassazione. In parole povere allo Stato interessa conoscere e monitorare i capitali e i trasferimenti con l’estero anche se da questi non scaturisce alcuno obbligo di pagamento di tasse.

Dichiarazione dei redditi finanziari all’estero

Diverso invece lo scopo della dichiarazione  degli interessi o redditi derivanti da attività finanziarie all’estero. In questo caso infatti la Dichiarazione va fatta per sottoporre tali redditi a tassazione. Parliamo di interessi sul conto corrente, cedole obbligazionarie, dividendi azionari, capital gain e guadagni da negoziazioni in titoli etc.

La segnalazione di questi importi non è sempre agevole perché si scontra con diverse normative internazionali. I redditi finanziari all’estero possono essere infatti soggetti ad una tassazione nello Stato in cui si trovano ma per la legge italiana sono anche sempre soggetti al nostro fisco.

Ci possiamo quindi trovare di fronte a situazioni di doppia tassazione. In tal caso entrano in gioco le convenzioni fra paesi ed in particolare l’Euroritenuta Europea.  L’argomento è però complesso in quanto in certi casi è possibile farsi rimborsare l’imposta estera, in altri è possibile chiedere un credito di imposta in Italia per quanto pagato all’estero, in altri risulta praticamente impossibile sottrarsi alla doppia imposizione. La situazione è complessa anche con i paesi facenti parte dell’Europa e che applicano lo scambio di informazioni, figuriamoci con la Svizzera.

Nella nostra Guida “Conto in Svizzera” troverai:

  • una dettagliata spiegazione di come dichiarare i capitali e i trasferimenti di capitali all’estero con esempi di compilazione del quadro RW
  • illustrazione delle varie casistiche per indicare i redditi percepiti all’estero con indicazione delle varie possibilità: doppia tassazione, euro ritenuta, rimborso imposta estera, credito di imposta in Italia etc. Anche in questo caso vengono forniti esempi grafici sulla compilazione

Come abbiamo detto l’aspetto fiscale è importante e delicato, per questo vi abbiamo dedicato circa 25 pagine in modo da aprire un conto in Svizzera o all’estero totalmente in regola.

Tutte le spiegazioni e gli esempi sono tarati sul caso Svizzero anche se la maggior parte delle indicazioni (eccetto il caso di rimborso della ritenuta preventiva svizzera) sono facilmente generalizzabili alla maggior parte dei paesi stranieri.

Vuoi scaricare la guida gratuita con gli errori tipici che molti italiani commettono quanto dichiarano i loro capitali all’estero? 

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29 Responses to “Tassazione dei capitali all’estero”

  • Giuliana roncolini on 11/27/2012

    Nella denuncia dei redditi percepiti al 31.12.2012 da conto svizzero composto di obbligazioni e azioni di vari paesi ci si deve basare sul cambio delle diverse valute in euro sempre alla data del 31 12?
    Grazie

    • Richard on 12/02/2012

      sì, le regole sul cambio da utilizzare sono riportate nella Guida.

  • Marco on 03/05/2013

    Articolo brillante e chiaro! Complimenti.

    Però dopo averlo letto viene da chiedersi: “Ma allora gli svantaggi di sto c/c in Svizzera (come persona fisica ed alla luce del sole) non sono superiori ai vantaggi?

    SVANTAGGIO 1: Si pagano un mare di tasse in più rispetto a detenere pari titoli/soldi in c/c Italiano (parlo di somme sopra i 10K€), oltre ai casini di compilazione modelli fiscali con possibili errori, ecc.

    SVANTAGGIO 2: Stare al riparo da una futura patrimoniale? Hmmm, ma se il fisco ti ha già chiesto di dichiarare nel quadro RW sezione II i capitali che detieni all’estero, non illuderti che non ti vengano a chiedere qualcosa in caso di patrimoniale?

    VANTAGGIO 1: In caso default dell’Italia, o uscita dall’Euro? Beh in questo caso ne può valere la pena. Si tenga però conto che l’instabilità spaventosa che comunque porterebbe l’eventuale distruzione dell’Euro o il default dell’Italia non è facilmente prevedibile. La Svizzera e le sue banche è impossibile che non siano esposte pure loro su questo versante, in che misura difficile dirlo. Certo rimane che l’Italia subirebbe il peggio, quindi ben venga il c/c in Svizzera come possibile protezione.

    Sarebbe bello faceste una mini guida, per fare una piccola società in Svizzera. E con quella aprire un c/c.
    Forse fiscalmente in Italia sarebbe più gestibile. Sempre che il gestire una mini società Svizzera non sia costoso come una Italiana (vedi S.r.l. che ogni anno costa non meno di 4000/5000 € solo di contabilità e bilancio, e poi parlano delle S.r.l. ad 1€ come che tutti i costi fossero nell’atto costitutivo.)

    • Richard on 03/05/2013

      ciao Marco. Noi indichiamo di far tutto in maniera regolare, ovviamente c’è chi preferisce altrimenti. Il nostro consiglio base è comunque di aprire un conto che costi poco o nulla (nella guida indichiamo quali) e depositare il minimo indispensabile. Poi ovviamente ognuno agisce come può e come vuole.
      In ogni caso, salvo capitali ingenti, non si pagano maggiori tasse, al massimo inezie. Gli interessi sono esenti fino ad una certa somma, inoltre in Svizzera non si pagano tasse sui capital gain. Il discorso comunque sarebbe lungo, per cui ti rimandiamo alla guida.

      Ma avere un conto in Svizzera offre un grosso vantaggio: la sicurezza. In caso di grossi problemi basteranno infatti pochi minuti per spostare il grosso dei propri capitali ed eventualmente convertirli in franchi. Vedila come una sorta di assicurazione. E se segui i nostri consigli questa assicurazione ti costerà poco sia in soldi che in tempo.
      Anche nello scenario peggiore che tu ipotizzi (default Italia) la Svizzera avrebbe pochi problemi, anzi forse il principale sarebbe quello di evitare un eccessivo rafforzamento del franco svizzero.

      Fare una piccola società in Svizzera non è così semplice. In Svizzera i costi burocratici sono relativamente bassi (non a caso molte aziende italiane hanno traslocato a Lugano), ma la Svizzera è molto rigorosa nei controlli e non accetta piccole società di facciata. In genere per quello che (sembra) ci indichi tu si crea una Ltd a Londra o a Malta. Le stesse banche svizzere, per i loro clienti, fanno così.

  • riccardo on 04/04/2013

    Salve, avrei un dubbio sulla ritenuta che la svizzera effettua tra imposizione del 35 e rimborso che posso richiedere io italiano del 22,5. quel 12.5% posso dichiararlo come ritenuta subita nel unicoRL

    • Richard on 04/14/2013

      Nella guida è indicato cosa si può fare. Su domande specifiche rispondiamo solo ai clienti, preferibilmente via mail.

  • federico on 04/15/2013

    Salve io vorrei un chiarimento: aprendo un conto corrente a Capo verde , quindi in uno stato extra comunita europea, se il conto è cointestato con mia moglie il limite è comunque di 10000 euro o diventa di 20.000 essendo due persone fisiche diverse?
    Altra cosa ma i bonifici da estero a estero vanno dichiarati? cioè se un parente residente in qualcghe stato mi regalasse dei soldi bonificandoli direttamente su quel conto andrebbero dichiarati? grazie mille aspetto risposta

    • Richard on 04/15/2013

      Immagino che il cc a CapoVerde sia dovuto ad un trasferimento, perché in quanto a sicurezza non è il massimo.
      Il limite nel caso indicato è di 10.000, essendo cointestato dovrete entrambi dichiarare per l’intero ammontare.
      Sul bonifico è meglio segnalare (ricordo che non si tratta di tassazione ma di semplice monitoraggio). Attenzione poi che per lo Stato italiano non esiste il concetto di regalare soldi, si parla al massimo di donazione, che può avere conseguenze legali e fiscali.

      Nella guida è spiegato come e quando dichiarare, ciò che vale per il conto in Svizzera vale anche per qualsiasi conto all’estero.

      • aldo on 06/15/2013

        RICHARD , spiega a federico perchè il c/c a capo verde NON è il massimo

        • Richard on 06/15/2013

          Semplicemente perché il c/c all’estero deve essere aperto in paesi stabili e sicuri, Inoltre meglio che siano in stati vicini e velocemente raggiungibili. Non si sa mai cosa può succedere e i dubbi e le probabilità di problemi aumentano al crescere della distanza e dell’instabilità (politica e economica) del paese.

          Ovviamente altro paio di maniche se uno ci va anche a vivere nel paese.

          • aldo on 06/17/2013

            Più che giusto quello che scrivi; pertanto tu dici che C.V. è instabile politicamente ed economicamente ? Si c’è reciprocità con l’Italia ma c’è da dire che non c’è scambio d’informazioni fiscali o no?

          • Richard on 06/23/2013

            Aldo, le mie considerazioni nascono da una semplice constatazione: ti sentiresti sicuro ad avere il tuo patrimonio in una piccola banca lontana in uno Stato che non ti può dare tutte le sicurezze di un sistema affidabile come quello svizzero, o se vuoi tedesco, olandese, norvegese, americano, giapponese … 10 anni fa Capo Verde era sull’orlo della bancarotta e fu salvata dall’ONU e dalla FAO. Oggi le condizioni economiche sono migliorate ma non puoi paragonarlo a un paese affidabile politicamente ed economicamente.
            Pensa ai russi che hanno messo i loro depositi nelle banche di Cipro. E va ancora bene che Cipro essendo in Europa vede tutelati i depositi fino a 100.000 euro.

  • Angelo on 06/28/2013

    Buongiorno

    Ho un c/c in svizzera presso il Credit Suisse. Nel 2012 ho comprato l’etf IEMB emergink market bond (armonizzato) che stacca cedole mensili. Nelle contabili che mi mandano dividono l’importo del dividendo in due parti. Su una applicano il 12,5% di imposta alla fonte e sull’altra il 20%.
    Nelle contabili appare la scritta:

    Presso BNP Paribas, Milano TAXABLE RESIDENT ACCOUNT

    (Presumo sia la depositaria dei titoli)

    In basso inoltre viene indicato:

    “Importo soggetto all’obbligo di notifica in base all’accordo sulla fiscalità del risparmio UE” segue l’importo del dividendo lordo.

    La domanda è:

    devo dichiarare o no i dividendi nella denuncia dei redditi?

    se sì, posso almeno portare in detrazione le imposte alla fonte già pagate?

    grazie

    Angelo

    • Richard on 06/30/2013

      sembrerebbe sia stata applicata la tassazione italiana (12,5% sulla quota di titoli di stato, 20% sulle altre obbligazioni) per cui la banca o la depositaria hanno già operato come sostituti di imposta. In tal caso non si deve dichiarare, anche se chiederei spiegazioni a CS. Vanno comunque dichiarati i patrimoni (etf e eventuali altri titoli) presso CS secondo le regole indicate nella guida.

  • John Y on 07/25/2013

    Salve, io possiedo una società s.a.s. in Italia, la quale possiede diversi immobili ed azioni. Ma la situazione disastrosa dell’economia italiana, mi ha convinto a trasferire tutto altrove. Le mie prime scelte sono state Londra e la Svizzera. Avevo pensato di creare una SA in Svizzera e trasferire il capitale a nome di tale società, vendendo e ricomprando immobili in Svizzera.
    Lei prima ha scritto:

    la Svizzera è molto rigorosa nei controlli e non accetta piccole società di facciata.

    Una SA che possiede immobili, e altri capitali mobiliari
    come la mia s.a.s. è considerata una azienda di facciata?

    Mi impedirebbero di essere azionista di una SA svizzera
    che possiede immobili e altri assets?

    Altra domanda: mi converrebbe di più vendere il capitale immobiliare, convertirlo in CHF e trasferirlo nel conto di una SA, e poi ricomprare e reinvestire in svizzera, oppure intestare direttamente la proprietà del capitale immobiliare situato in Italia a una SA svizzera e poi rivendere e ricomprare direttamente con la SA?
    Nel secondo caso, pagherei doppie tasse? (ovvero nel caso in cui una SA svizzera possiede un immobile in italia che produce comunque capitale)
    Grazie.

    • Richard on 08/05/2013

      Buongiorno John,
      le sue domande sono molto specifiche e particolari, occorrerebbe quindi capire personalmente la sua situazione per risponderle.
      Se capisco bene la SAS è più una finanziaria che un’azienda di produzione o commercio. Le consiglio di rivolgersi ad un paio delle banche grandi o da gestione patrimoniale indicate nella Guida.

  • claudio on 10/04/2013

    SALVE,
    SONO UN CITTADINO ITALIANO ARRIVATO DALL’ESTERO, NEL 1999, HO SEMPRE LAVORATO ALL’ESTERO E I MIEI RISPARMI SONO RIMASTI IN SUDAMERICA.
    VORREI SAPERE COME POSSO FARE PER FAR ENTRARE IN ITALIA VIA BANCA, PARTE DEI MIEI RISPARMI.
    GRAZIE
    CLAUDIO

    • Richard on 10/08/2013

      buongiorno Claudio,
      andrebbe valutata meglio la sua situazione per capire se ora quei soldi sono all’estero dichiarati o meno. Nel secondo caso rimpatriarli tramite il canale bancario è un problema, anche se è in studio una sorta di sanatoria.

  • SILVANO on 12/28/2013

    Buongiorno Richard

    Sono un Italiano che passa lunghi periodi alle Canarie.
    Negli anni passati ho trasferito con bonifici di 1200 al mese, (circa 15.000 euro l’anno), senza ricavare interessi, utilizzandoli immediatamente per mantenermi in vacanza. Incautamente, ricavo dal suo articolo, ho mancato non dichiarando gli importi trasferiti. Posso rimediare ? Rischio un accertamento?

    • Richard on 12/30/2013

      per i movimenti di fatto l’infrazione è sanata (si veda il prossimo aggiornamento guida che sarà pubblicato a fine gennaio).
      Per i saldi no. Se superava 10.000 euro dovrà fare il ravvedimento operoso (se sussistono ancora i termini), da quest’anno dovrà comunque dichiarare a prescindere dal saldo (si veda sempre aggiornamento guida).
      In ogni caso entro il 2 gennaio deve pagare l’ivafe sempre tramite ravvedimento operoso.

  • LUCA on 01/13/2014

    Mi chiamo Luca, avrei bisogno di sapere cortesemete se mio padre che ha 87 anni, e ha lavorato per circa 20 anni in Svizzera e percepisce una pensione dalla SVIZZERA ha l’obbligo di dichiararla allo Stato Italiano , e così pure i pochi franchi presenti sul conto corrente e le obbligazioni investite con le relative i cedole. Grazie

    • Richard on 01/15/2014

      Immagino suo padre sia italiano quindi la pensione pubblica o privata svizzera è tassata solo in Italia (e va dichiarata). Fanno eccezione le rendite corrisposte da parte dell’Assicurazione Svizzera per la vecchiaia e per i superstiti (rendite AVS) che non devono essere dichiarate in Italia in quanto assoggettate a ritenuta alla fonte a titolo di imposta in Svizzera.

      Per il conto corrente e le obbligazioni, di qualsiasi importo anche risibile, dovrà dichiarare e pagarci il bollo (ivafe) e la ritenuta sugli interessi del conto e delle obbligazioni. Sulla guida viene spiegato come fare (la parte fiscale è in aggiornamento proprio per recepire tutte le novità).

  • Tony on 01/16/2014

    Salve, vorrei chiedere una delucidazione: Mi sono licenziato da lavoro (parastatale), e riceverò una buona somma di denaro. Il tutto mi viene accreditato sul conto-corrente, già tassato. Voglio trasferire i miei soldi all ‘estero tramite bonifico bancario (motivo risparmio), devo comunque dichiararlo nel modello unico?? se si, poi mi verranno ulteriormente tassati? se si di quanto?..grazie mille per l’ interessamento. attendo risposta.

    • Richard on 01/19/2014

      deve dichiarare in Unico ma non ci sono tasse aggiuntive per il trasferimento. Dovrà poi comunque pagare le stesse imposte che avrebbe in Italia: imposta di bollo e ritenuta sugli interessi.

  • Christian on 04/08/2014

    Salve,
    Ci sono vantaggi nell’aprire un conto svizzero per il trading online? In svizzera non é tassato il capital gain, ma essendo residente in Italia dovrei pagare comunque la tassazione sul capital gain?

  • Agata on 07/22/2014

    Ciao ho comprato la guida i primi di luglio
    da quello che ho capito è che tutti gli interessi da obbligazioni ricevuti vanno dichiarati (ubs ha rilasciato certificazione con elenco obbligazioni sia svizzere che non con i vari interessi e le ritenute applicate sulle obbl.svizzere)
    la mia cliente dice che il consulente svizzero sostiene che in italia al massimo vanno dichiarati gli interessi delle obbligazioni nn svizzere in quanto non tassate.
    è così? perchè io sulle vs guide non ho trovato questo riscontro.
    grazie
    Agata

    • Richard on 07/23/2014

      Vanno dichiarati tutti gli interessi al lordo dell’eventuale ritenuta fiscale estera. In forza delle convenzioni italia-svizzera contro la doppia imposizione fiscale, si può recuperare parte dell’imposta svizzera presentando l’apposito modulo (fac simile allegato alla guida).
      In alternativa, come indicato nella guida, si possono dichiarare gli interessi in aggiunta ai redditi irpef e le imposte estere come credito di imposta. Nella guida ci sono anche gli esempi per questa fattispecie con i pro e i contro di questa soluzione.

      • Agata on 07/23/2014

        Ho letto nella guida la parte dedicata all’opzione di metterli a t.o. per inserire il credito d’imposta, ma gli interessi da obbligazioni ho letto che devono essere obbligatoriamente messi a t.s.
        la mia cliente presenta già il modello 95 a berna per il rimborso di parte di quel 35% che la banca le trattiene.
        ma secondo voi, se presenta du compilando l’rm e pagando quindi un ulteriore 20% su questi interessi, in forza della convenzione che vieta la doppia imposizione può poi chiedere a rimborso a uno dei due stati l’intera imposta pagata facendo valere il fatto che nell’altro paese l’obbligo è già stato assolto?
        Grazie
        Agata

        • Richard on 07/23/2014

          No, la convenzione non vieta la doppia imposizione, ma la limita. E questo è appunto cio che si può recuperare con il mod 95

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