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Conto in Svizzera

Come aprire un conto in Svizzera in maniera semplice e regolare
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Come e dove investire in Svizzera

investire svizzeraChi apre un conto in Svizzera lo fa anzitutto per motivi di sicurezza e tutela dei suoi risparmi. A molti quindi è sufficiente un semplice conto, magari in franchi svizzeri, per salvaguardare i risparmi di famiglia. Nella guida potrai appunto trovare costi e tassi di interesse dei vari conti correnti consigliati oltre che le procedure per aprirlo e dichiararlo al Fisco.

In base alle richieste ricevute sappiamo però che qualcuno vorrebbe anche investire i suoi risparmi per ottenere rendimenti più interessanti.

 

Consigli di investimento in Svizzera

Non vogliamo con questo articolo fornire consigli di investimento specifici, ma dare alcune indicazioni di massima. Come indicato nella guida, le banche svizzere offrono diverse tipologie di servizi: alcuni solo per il deposito, altri una gestione professionale dei capitali. Considera comunque che quasi tutte le banche elvetiche sono specializzate nella gestione dei patrimoni (come indicato nella Guida, non serve avere grandi patrimoni, dipende dalle banche).

La prima domanda a cui rispondere è: fai-da-te o consulenza. Anche se le banche svizzere sono specializzate in consulenza e gestione, non vuol dire che, nella maggior parte dei casi, offrano anche la possibilità di operare in autonomia. In quanto straniero però alcune banche possono fissare dei limiti (è il caso di PostFinance per esempio).

Se quindi vuoi delegare le scelte di investimento al consulente bancario, non avrai problemi e limiti. Altrimenti dovrai valutare caso per caso le opzioni, i servizi e i costi del servizio di trading proposto.

Tramite le banche svizzere si può di norma operare in tutto il mondo, con accesso ai mercati azionari e obbligazionari internazionali. Oppure si può investire tramite fondi di investimento o gestioni patrimoniali. I costi del servizio sono riportati in genere nella Guida, ma come indicato sono spesso trattabili.

 

Obbligazioni e azioni svizzere

Dalle vostre domande capiamo che spesso l’esigenza è quella di un investimento sicuro ma alternativo alle detenzione di capitali liquidi in franchi svizzeri che offrono magri tassi di interesse.

In questa fase non consigliamo l’acquisto di obbligazioni in franchi svizzeri. Pur rimanendo un porto sicuro in cui parcheggiare la liquidità, le obbligazioni elvetiche danno, ai tassi odierni, un rendimento quasi nullo. Al netto dei costi quindi non si spuntano rendimenti migliori rispetto al conto corrente.

Diverso invece il discorso sulle azioni. Nonostante la crisi l’economia la Svizzera rimane tra le più competitive economie al mondo, grazie alla capacità d’innovazione, ai servizi e alla manodopera altamente qualificata. Anzi la crisi economica ha confermato il ruolo di Paese rifugio della Svizzera.

Certo, la situazione dei paesi europei, principale mercato di esportazione, ha ripercussioni sull’economia svizzera;  le previsioni indicano comunque una crescita del Pil dell’1% nel 2013 (crescita che in Italia e pure in Germania sarà irrealizzabile).  Sulla piazza elvetica sono quotate molte società multinazionali competitive a livello globale, che quindi sono in grado di rispondere alla crisi internazione.  Inoltre la Borsa di Zurigo è sempre relativamente poco volatile ed al momento tratta a livelli non cari.

Come detto il tutto va valutato sulla base del costo dei servizi di investimento, servizi che sono trattabili anche sulla base del capitale depositato. Nella Guida sono poi indicati le principali opzioni e costi offerti dalle varie banche elvetiche.

ps. dicembre e gennaio sono tradizionalmente due mesi in cui le richieste di apertura di un conto corrente in Svizzera  aumentano. Ci sono diverse motivi. Anzitutto l’avvicinarsi del nuovo anno è la classica scadenza  per nuovi propositi; finalmente si fa qualcosa a cui si pensava da tempo ma si era sempre rimandato. Inoltre in questo periodo, anche grazie alle ferie natalizie o di S. Ambrogio,  c’è  la possibilità di un “giretto” oltreconfine (magari per spese natalizie o una sciata).

Il periodo poi è anche ottimo dal punto di vista degli adempimenti. Puoi infatti recarti in Svizzera aprendo un conto e depositando qualche centinaia di euro, per poi versare il resto dei capitali da gennaio. Questo per i motivi fiscali che troverai illustrati nella Guida al Conto in Svizzera.

Patrimoniale sì, patrimoniale no

Patrimoniale risparmi italianiE’ stata in prima pagina per poco tempo ma ha suscitato molto clamore la dichiarazione di Monti su una possibile tassa patrimoniale. La notizia si può comunque trovare su tutti i principali quotidiani online, dal “Patrimoniale, Monti apre…” del Corriere della Sera al “Monti, pensiamo a patrimoniale” del Sole 24 Ore.

 

La patrimoniale di Monti

Le frasi di Monti riportate dai giornali:

“Vorremmo introdurre una tassa generalizzata sui patrimoni ma non avendo gli strumenti non vorremmo favorire l’allontanamento dei capitali… in ogni caso che l’eventuale tassa non verrà introdotta nottetempo, ci sono passi che stiamo facendo”.

La notizia è finita subito in prima pagina, così poco dopo una nota del Governo italiano correggeva il tiro e smentiva la nuova tassa:

“il Presidente del Consiglio Mario Monti  non ha affatto annunciato un intervento di tassazione sui patrimoni”.

I giornali online hanno quindi messo meno in rilievo gli articoli sul tema ma nonostante questo è facile notare come sia stata di gran lunga la notizia più letta e commentata del giorno. Nel momento in cui scrivo ci sono addirittura 300 commenti dei lettori del Corriere. Ma ancor di più stupiscono i 136 sul Sole 24 Ore, dove mediamente ci sono al massimo 4-5 commenti e in pochi casi si arriva a 20.

Di patrimoniale in Italia si parla ancora spesso, soprattutto tra i politici. Ma in realtà esistono già diverse tasse patrimoniali. Anzitutto l’IMU, ma anche i bolli sui risparmi: quest’anno si paga lo 0,1% e dal 2013 lo 0,15% sul patrimonio finanziario (obbligazioni, azioni, polizze, fondi, buoni postali etc). E un’imposta simile è stata introdotta anche sui risparmi all’estero, come indicato nella nostra guida. Imposte patrimoniali sono anche i vari bolli sui veicoli.

Eppure l’idea di patrimoniale c’è ancora e periodicamente ritorna. La smentita del Governo serve a poco, anzi stupisce l’imprudenza di Monti. Una tassa patrimoniale non si annuncia, si fa dalla sera al mattino. Lo sanno purtroppo già  bene gli italiani che ricorderanno la notte fra il 9 e il 10 luglio 1992,quando il governo guidato da Giuliano Amato  prelevò il 6 per mille da ogni deposito bancario.

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Guida al conto in Svizzera

Conto corrente in franchi svizzeri o in euro?

conto corrente franco svizzeroChi ha letto la guida saprà che la maggior parte delle banche svizzere offre la possibilità di aprire conti correnti in euro o in franchi svizzeri (e spesso anche conti in altre valuta, non solo in dollari americani).

I conti in Svizzera non offrono alti tassi di interesse, tuttavia i rendimenti sono superiori a quelli offerti in Italia dove i tassi sui conti correnti sono solitamente prossimi allo zero. I conti in euro rendono qualcosa di più di quelli in franchi. Continua …

Un grazie a chi ha acquistato la Guida

guida-conto-svizzeraDopo oltre 250 copie vendute della nostra guida Conto in Svizzera, ci sentiamo di ringraziare coloro che ci hanno dato fiducia e magari ci hanno anche scritto ed espresso i loro complimenti.
Siamo lieti di aver aiutato diverse persone, quanto meno a chiarirsi le idee su un argomento che in Italia è trattato con superficialità e imprecisione.

Riportiamo ad esempio l’email di Fabio:

“Buonasera a Richard e Marco,

sicuramente come molti altri (spero) Vi invio i miei complimenti per la chiarezza e precisione del libro. L’ho trovato veramente interessante, completo ed “equilibrato” tra lati positivi e negativi che ci possono essere nell’intraprendere un operazione del genere.
Ancora non ho deciso se mi recherò in Svizzera per aprire un conto oppure no, ma mi faceva comunque piacere farVi sapere che il libro è utilissimo in entrambi i casi”.

o il gentile Paolo di Venezia che abbiamo aiutato (o meglio abbiamo aiutato la sua commercialista) ad effettuare la dichiarazione dei redditi e ci ha perfino invitati a casa sua:

“ ricontatterò la commercialista che mi fa la denuncia dei redditi per portare a compimento il mio caso in maniera corretta. Non è commercialista dei ricchi, per cui credo che lei stessa non si senta sicura di fronte a casi di questa natura e le faccia piacere il parere di un esperto.Le dirò di Voi e della vostra pubblicazione….

Sono rimasto attonito considerando la velocità della sua risposta e gli orari in cui l’ha confezionata. C’è ancora qualcuno che ha passione per il proprio lavoro. Avercene!!! Povera Italia. Dove poi, chi lavora viene punito e spremuto. Temo tanto per il futuro dei miei due ragazzi. Uomini ormai.
Vien voglia di andare via da questo paese (p minuscola).”

Sono in effetti molti coloro che ci hanno contattato avendo già aperto un conto in Svizzera su cui pagano spese molto alte. E’ infatti normale che gli italiani si rivolgano alle banche più note a livello internazionale dove però, se non si è in grado di contrattare, i conti sono cari.
Queste persone spesso hanno anche il problema della dichiarazione, avendo aperto il conto diversi anni fa e non sapendo come dichiarare (altro problema italico, in Svizzera prendi appuntamento con l’Ufficio Tasse, ti aiutano nella compilazione e alla fine ti stringono la mano. In Italia … ).

Abbiamo parlato di commercialisti, sono diversi gli studi che hanno acquistato la nostra Guida. Un settore a cui non avevamo pensato. Ma questo evidenzia il valore della nostra guida, i commercialisti sono infatti i primi a sapere quanto valgono certe informazioni (e sicuramente sapranno rivenderle con gli interessi). Qualcuno di voi ci ha anche scritto che la guida vale molto di più, ne siamo consapevoli (tanto è vero che il prezzo salirà) ma come abbiamo scritto si tratta di una scelta. Se volevamo guadagnare avremmo semplicemente offerto servizi di intermediazione, come fanno molte società svizzere, per qualche centinaia di euro minimo.

Ovviamente non ci sono solo commercialisti. La maggioranza sono piccoli imprenditori, professionisti e lavoratori che,  come Paolo di Venezia, sono preoccupati della gestione del paese. Sono persone che lavorano e sostengono l’Italia, ma non solo non si sentono ricompensate, sono pure tartassate e temono di esserlo ancora di più in futuro.  Parecchi si sono sfogati sul sistema italiano e ci hanno chiesto informazioni sulla residenza svizzera o sulla situazione lavorativa in Svizzera, chi per i figli chi per se stesso (precisiamo però che questo genere di domande non è il nostro campo. Sicuramente in Svizzera non si risente molto della crisi, ma la residenza rimane difficile da ottenere).

Rispondiamo volentieri alle domande, possibilmente entro 24-48 ore.  Anticipiamo però che, salvo informazioni sulla Guida, forniamo risposte solo a chi ha effettuato l’acquisto. Il nostro tempo è ovviamente limitato per cui ci sembra corretto dedicarlo a chi ci ha dato fiducia.  Ricordiamo inoltre che per chi non si fida dei pagamenti online (tramite Paypal o carte) è possibile pagare con bonifico bancario (scrivete a info@contoinsvizzera.com , all’attenzione di Luca o Laura, che gestiscono l’amministrazione del sito e sono gli unici con un conto in Italia).

Ancora un grazie a chi ha acquistato la guida e a chi lo farà. Vedi come acquistare la guida Conto in Svizzera

I rischi per l’Italia tra debito pubblico e politica

fallimento italiaNell’ultimo articolo avevo parlato dell’aumento di francesi in Svizzera a causa della manovra finanziaria del governo transalpino. Avevo anticipato che avrei scritto anche in merito all’Italia e alle ragioni per cui qui in Svizzera ci si attende un nuovo forte afflusso di italiani alla ricerca di una banca dove aprire un conto.

 

Per l’Italia la crisi è finita?

Dopo gli sforzi per aggiustare i conti pubblici, l’Italia rimane il sorvegliato speciale in Europa a causa della sensibile recessione in atto  in grado di vanificare in misura più o meno ampia lo sforzo correttivo del governo a causa delle minor gettito delle imposte.

Riporto testuale dall’ultimo numero di Milano Finanza:

“…il risanamento strutturale della finanza pubblica tramite aumento delle tasse, invece che abbattimento del debito e della spesa, si è dimostrato una chimera. Di numeri ne bastano pochi. Nel documento presentato il 18 aprile era stato previsto che il debito pubblico italiano, al netto degli aiuti internazionali, sarebbe passato dal 120,3% del 2012 al 110,8% del 2015: una riduzione del 9,5% sul pil in tre anni.  Appena cinque mesi dopo, a fine settembre, le cifre sono del tutto diverse: non solo alla fine del 2012 il debito pubblico italiano sarà pari al 123,3% del pil, il 3% in più rispetto a quanto stimato a fine aprile (una enormità che si spiega solo con il crollo del prodotto interno indotto dalle manovre recessive), ma nel 2015 calerà solo al 119,1% del pil. Sono addirittura 8,3 punti percentuali in più rispetto a quanto previsto in aprile. Insomma la cura non funziona. Del colossale abbattimento del debito è rimasta l’ombra: 4,2 punti di riduzione in tre anni, 1,4 punti all’anno, esattamente quello che si è fatto dal 1993 al 2008…

C’è qualcosa che non funziona in questa strategia, anzi troppe cose che non quadrano. È l’intera strategia del Fiscal compact, combinata con il pareggio di bilancio, che non funziona: la deflazione interna e il deleveraging del settore pubblico scaricato sui cittadini portano alla depressione. … Le scelte da fare sono altre: si doveva incidere sul debito, sulla spesa e sulla struttura della pubblica amministrazione. È stato più facile aumentare le tasse, cominciando con l’Imu e con le accise sulla benzina, per fare cassa e riequilibrare contabilmente lo squilibrio strutturale tra spese ed entrate. È stata garantita la prateria della spesa al sistema politico. Era un momento drammatico e irripetibile nella storia italiana, ed è stato sprecato. Ora è tardi: cavalcare lo scandalismo non basta e non paga”.

Pressione fiscale ItaliaCome si vede nonostante gli sforzi dei cittadini italiani, la situazione del debito pubblico non è poi tanto migliorata.  La pressione fiscale ha toccato il livello record del 45,3% del Pil e la situazione non migliorerà nei prossimi anni (vedi immagine). In realtà il Pil considera anche la quota di sommerso, la pressione fiscale reale è quindi di circa il 55% per chi paga le tasse. Un livello pazzesco, a maggior ragione se si valutano i servizi pubblici che vengono corrisposti.

 

Il rischio politico

Ma il vero rischio per l’Italia è politico. Non solo l’incertezza politica che grava sull’esito elettorale. Gli investitori esteri cercano rassicurazioni sulla prosecuzione del di risanamento da parte del prossimo Presidente del Consiglio, certezze che al momento non sono riscontrabili.

Ci si può fidare dei politici italiani? Personalmente la trovo una domanda inutile tanto la risposta è ovvia. Dalla Svizzera si fa davvero fatica a capire certi fenomeni. Non parlo solo dei vari scandali che ormai quotidianamente finiscono in prima pagina.

C’è per esempio una notizia finora poco pubblicizzata. In Parlamento è in discussione una legge che stravolgerebbe la recente riforma Fornero delle pensioni. La proposta è dell’ex ministro Damiano del PD. Ma il partito non conta, la proposta è infatti stata votata in commissione quasi all’unanimità. Il costo di questa legge: 5 miliardi di euro, per garantire la pensione con il vecchio sistema a chi ha ancora il sistema retributivo (e che comunque è avvantaggiato rispetto a chi andrà poi in pensione con il sistema contributivo).

La politica è ambigua in tutto il mondo. Ma tra le democrazie occidentali solo in Italia, nonostante la situazione drammatica, i politici possono pensare di emanare la solita legge a scopo elettorale a danno delle generazioni future (visto la situazione dovremmo dire le generazioni presenti).

L’Italia paga errori degli ultimi 50 anni. Ma la politica sembra ancora vivere fuori dalla realtà.

Fonte Sole 24 Ore:

“Passata l’euforia per gli annunci della Bce e per il via libera al fondo salva-Stati, per Spagna e Italia è ora di tornare a guardare alla difficile realtà dei fatti… Il Pil italiano dovrebbe calare del 2,4% quest’anno, contro il -1,2% che il Governo aveva stimato ad aprile…  l’intervento del fondo salva-Stati (e quello della Bce, che può operare solo in concomitanza con il fondo) non sono “automatici”, ma richiedono la sottoscrizione di un patto con cui lo Stato accetta di risanare i conti. Questo significa nuove manovre, il cui costo “politico” è tutt’altro che indifferente, specialmente ora che si avvicinano le elezioni. È perciò probabile che l’Italia faccia di tutto per evitare il ricorso agli aiuti: e la vicenda greca ci ha insegnato che rimandare le decisioni può solo aggravare il problema. Con un Pil che si contrae a questi ritmi, il deficit dovrà ridursi a ritmi ancora più serrati per rispettare gli impegni: e se l’Italia non dovesse riuscirci, la Bce interromperebbe gli aiuti”.

 

Muoversi prima delle elezioni

Agli italiani non viene detto che quanto fatto finora non è minimamente sufficiente per il risanamento. Ci saranno altre manovre, anche pesanti nel caso in cui si debba ricorrere agli aiuti del Fondo Europeo e della BCE.  Ma il vero rischio è politico. Difficile, se non impossibile,  che si affrontino i problemi prima delle elezioni. Ma dopo sarà anche peggio. Non ci sono all’orizzonte maggioranze politiche forti e coese. Le tasse sono già ai massimi ma è difficile che la vecchia politica italiana attui una seria manovra che incida, come scritto da Milano Finanza, sulla spesa pubblica. Non è stata fatto ora, figuriamoci dopo con un governo politico.

Probabile che, come mostra il tentativo di modificare la legge sulle pensioni, molti politici sperino ancora di mettere pezze ai problemi con i soldi pubblici. Non mancheranno poi proposte per tasse “etiche”: patrimoniali, tasse sui beni di lusso etc. Solite proposte demagogiche per non affrontare la realtà.

Per tutte queste ragioni in Svizzera ci si attende un nuovo afflusso di risparmiatori italiani che crescerà man mano si avvicineranno le elezioni. La fiducia nei politici in Italia è prossima allo zero ma purtroppo sono loro che dovrebbero risanare il paese.  E l’Italia rimane sotto osservazione soprattutto dei mercati finanziari, mercati che al minimo dubbio…

Dal Sole 24 Ore:

“Le azioni della Bce possono smorzare la situazione ma la soluzione è in mano alla politica. In assenza  i mercati rischiano di bissare il dietrofront, o peggio un nuovo avvitamento, causato dall’ennesima ondata di sfiducia, ripetendo quanto registrato a partire dalla fine dello scorso marzo, una volta passato l’effetto euforico procurato dalla mossa innovativa della Bce”.

Vale sempre il solito discorso: c’è un’alta probabilità di instabilità e di “vecchia politica”;  non possiamo sapere come andranno le elezioni e cosa avverrà dopo,  ma possiamo muoverci per tempo per trovare una scappatoia qualunque cosa accada…

Ti invito a vedere i contenuti della nostra guida.

ps. il prossimo articolo, salvo clamorose novità, sarà dedicato a coloro che hanno prontamente acquistato la Guida “Conto in Svizzera”. Faremo una breve statistica sulle categorie di persone che hanno acquistato e le motivazioni che li hanno spinti a trovare una soluzione di sicurezza per i loro risparmi.  Parleremo anche dei problemi che abbiamo risolto, in quanto possono tornare utili a tutti. Riporteremo infine anche i numerosi ringraziamenti e apprezzamenti ricevuti  (nella pagina di vendita ne abbiamo inseriti solo due ma sono molti di più); ovviamente mantenendo  l’anonimato e indicando il solo nome di battesimo. Attendiamo altre opinioni e testimonianze, utilizza la pagina dei contatti per farci sapere la tua sulla guida. Grazie!